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IL CASO. L'associazione dei partigiani: "Siamo da sempre impegnati nella ricerca e nella costruzione del dialogo e nel perorare ogni possibilità di disarmo, cessate il fuoco e trattative diplomatiche, al fine della realizzazione dell’obiettivo fondamentale: la pace"

L’Anpi: “Non si possono mettere sullo stesso piano la Shoah e le tragedie contemporanee”

 

Non si può mettere sullo stesso piano la Shoah con la pur terrificante situazione odierna a Gaza. Lo scrive in una nota il comitato nazionale dell’Anpi per quella che una presa di posizione sul caso della sezione locale dell’associazione dei partigiani di Bagno a Ripoli, nel fiorentino, che in vista della Giornata della memoria aveva promosso, insieme ad Assopace Palestina, un incontro intitolato «Mai più: 80 anni fa lo sterminio del popolo ebraico da parte dei nazisti. Oggi il genocidio del popolo palestinese da parte dello stato di Israele». L’accostamento ha suscitato le ire della comunità ebraica fiorentina e dell’Anpi provinciale, con il circolo Arci di Antella che è arrivato a revocare la disponibilità ad ospitare l’iniziativa (si farà lo stesso, al Centro popolare autogestito di Firenze Sud). 

Scrive l’Anpi nazionale: «È un errore gravissimo mettere sullo stesso piano, in occasione del giorno della Memoria, l’incommensurabile tragedia della Shoah e altre, pur terrificanti vicende del nostro tempo, a cominciare dall’inammissibile e vergognosa mattanza che l’attuale governo israeliano sta ininterrottamente compiendo da più di cento giorni nei confronti del popolo di Gaza dopo il barbaro attacco di Hamas ai civili israeliani del 7 ottobre 2023». E ancora: «Radicalizzando le posizioni con questo intollerabile parallelo non solo si offende la memoria di milioni e milioni di ebrei sterminati dalla macchina di morte nazista, ma si danneggia pesantemente anche l’impegno per l’immediata cessazione dei bombardamenti su Gaza e per la ricerca di una soluzione politica al tragico conflitto in corso. Tale soluzione non può che essere quella di due popoli in due Stati, a garanzia della sicurezza di entrambi». 

L’Anpi di Bagno a Ripoli e Assopace Palestina si sono comunque detti «sconcertati» dalle polemiche e dalla decisione dell’Arci di non offrire la propria sede. «Riteniamo che fare memoria degli orrori e dei crimini di ieri, abbia fra i suoi scopi fondamentali evitare che i crimini si ripetano oggi. Il nostro auspicio sincero, pur nella consapevolezza della sua difficile realizzazione, è che la comunità ebraica e i sostenitori senza riserve della politica israeliana, riescano ad allargare il loro orizzonte di valutazione, alla stregua di tanti gruppi e associazioni ebraiche; ciò le consentirebbe di entrare in dialogo con quel mondo, che vuole rigettare l’orrore e l’ingiustizia di qualunque provenienza». 

Il presidente dell’Anpi ripolese Luigi Remaschi, inoltre, sottolinea come sia prassi della sua sezione partecipare alle varie iniziative sulla Giornata della memoria, dando però spazio anche a vicende contemporanee: in passato già era stato dato spazio alla questione palestinese, così come, ad esempio, ai curdi e ai sahrawi

L’Anpi nazionale, dal canto suo, fa sapere di voler rimanere fedele al Giuramento di Mathausen, «incardinato sui valori di pace, libertà e giustizia sociale. Da ciò deriva la solidarietà internazionale che è ben presente nella nostra memoria e per questo l’ANPI è da sempre impegnata nella ricerca e nella costruzione del dialogo e nel perorare ogni possibilità di disarmo, cessate il fuoco e trattative diplomatiche, al fine della realizzazione dell’obiettivo fondamentale: la pace»