
Reti pacifiste e sociali chiedono lo stop al riarmo e sostegno internazionale per la Palestina
“Se la Global Sumud Flotilla sarà messa in pericolo, l’Italia si fermerà“. È questo il messaggio forte e diretto lanciato dall’Assemblea Nazionale della campagna europea Stop Rearm Europe, riunitasi ieri a Roma presso la sede nazionale di Arci. L’incontro, promosso da numerose realtà italiane tra cui Arci, Rete Italiana Pace e Disarmo, Sbilanciamoci, Greenpeace Italia, Attac e Transform Italia, ha visto la partecipazione di oltre 200 rappresentanti di movimenti sociali e organizzazioni politiche da tutta Italia.
L’appello rivolto al Governo italiano è chiaro: “Prenda una posizione netta a difesa della Flotilla e della missione umanitaria diretta a Gaza, invece di scaricare la responsabilità sulla sicurezza dell’equipaggio”. I promotori mettono in guardia: “Di fronte a un attacco alla Flottiglia, il Paese reagirà con una mobilitazione permanente, non solo uno sciopero generale, ma uno sciopero sociale diffuso, per la Palestina, per il diritto internazionale e contro lo smantellamento dello Stato di diritto“.
Durante l’assemblea, è stato ribadito il rifiuto delle politiche di riarmo e del modello economico basato sulla guerra, definito “capitalismo bellico”, che – denunciano – sta ridefinendo la società italiana a scapito del welfare, della giustizia sociale e dei diritti fondamentali. I partecipanti hanno sottolineato l’urgenza di costruire un fronte unitario e trasversale: “Non bastano più le singole vertenze: serve una convergenza vera, che unisca le battaglie ambientali, sociali, lavorative e democratiche“.
Tra gli obiettivi principali c’è la creazione di un Tavolo permanente per la convergenza, aperto e condiviso, promosso anche dalla Rete No DL Sicurezza. Nessun protagonismo, nessuna competizione tra sigle, ma un lavoro comune “al servizio delle lotte”, come è stato ribadito più volte durante i lavori.
Sul piano internazionale, le realtà italiane si preparano a rafforzare i legami con reti e movimenti europei. Una lettera-appello sarà inviata nei prossimi giorni a tutte le realtà aderenti alla campagna Stop Rearm Europe, inclusi parlamentari e organizzazioni attive a livello continentale.
Intenso anche il calendario delle prossime iniziative, che culminerà con l’Unsilence Forum, in programma dal 14 al 16 novembre a Barcellona. L’evento, organizzato da Novact e dalle reti internazionali aderenti a Stop Rearm Europe, sarà il primo grande incontro transnazionale della campagna, con tavoli di discussione, laboratori e un concerto gratuito dei Massive Attack.
Nel frattempo, ottobre sarà un mese cruciale per la mobilitazione in Italia: tra le principali date in agenda, la manifestazione nazionale per la Palestina il 4 ottobre a Roma, la Marcia Perugia-Assisi il 12 ottobre, e le proteste contro la politica economica e militare del governo in occasione della Legge di Bilancio, tra cui la carovana “Per un’economia di pace” dal 20 ottobre al 30 novembre.
Le realtà coinvolte si dicono pronte a rilanciare una mobilitazione ampia e capillare: “Solo unendo saperi, vertenze e territori possiamo davvero fermare la macchina della guerra”.
