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Il limite ignoto Il leader ucraino invitato al vertice

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky foto Ap Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky – foto Ap

È il giorno del Consiglio europeo al quale Volodymyr Zelensky parteciperà come invitato speciale. Per il leader ucraino si tratta di un appuntamento molto importante, per almeno tre motivi: arginare la (già fragile) intesa tra Donald Trump e Vladimir Putin, discutere di nuove forniture economiche e militari e del futuro dell’Ucraina nell’Unione europea. Ma stavolta l’unico dato scontato è il sostegno dei vertici di Bruxelles e degli alleati europei; le decisioni vere sono tutte in bilico e Zelensky lo sa. L’insistenza su «congelare le linee del fronte sulle attuali posizioni dei due schieramenti», come apparentemente proposto da Trump ai due belligeranti, per il presidente ucraino è la migliore delle opzioni. Ovvio, Kiev potrebbe così tirare un sospiro di sollievo, iniziare a riorganizzarsi e tentare di ridare un futuro a uno stato che al momento appare perso nei gironi infernali di una guerra interminabile. Per Putin, di contro, senza la conquista dell’intero Donetsk sfumerebbe la possibilità di proclamare la tanto sbandierata «liberazione dei russofoni». Che nella retorica russa significa vittoria.

Zelensky oggi dovrà giocare su più tavoli contemporaneamente, consapevole del fatto che la partita più complessa si gioca a distanza. Da quando Donald Trump e Vladimir Putin hanno parlato al telefono giovedì scorso, i negoziati per la fine delle ostilità hanno subito una nuova e improvvisa accelerazione. Secondo alcune indiscrezioni il presidente Usa avrebbe urlato in faccia all’omologo ucraino di accettare le condizioni di Putin o di accollarsi il rischio di essere «distrutti». Dei Tomahawk non si è parlato più e ora si attende con trepidazione l’esito delle concertazioni per l’incontro di Budapest che i due capi di stato hanno inizialmente annunciato come cosa fatta e poi parzialmente ritrattato. Trump ieri ha dichiarato di «vedere ancora una possibilità» per il cessate il fuoco in Ucraina e che «nei prossimi due giorni dirò quello che intendo fare» dato che non intende «sprecare il suo tempo». Dal lato russo cercano di smentire da due giorni ogni possibile impedimento. Per il viceministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov, «i preparativi per il vertice stanno continuando e al momento non vi sono ostacoli significativi» anche se «ci sono tentativi di presentare la situazione come se fosse cambiata rispetto a una settimana, due settimane o tre settimane fa» ma sono «coloro che si oppongono a un accordo» a remare contro. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, risponde alla Casa bianca: «Nessuno vuole perdere tempo, né il presidente Trump né il presidente Putin», per questo sarebbe necessaria una «preparazione attenta».

È in questa finestra che Zelensky prova a infilarsi. Ieri dalla Svezia, dove ha concluso un accordo con il governo locale per la fornitura di «almeno 100 jet» (che però saranno consegnati a partire dal 2028), ha dichiarato che «l’Ucraina è pronta alla diplomazia, ma non a condizione di ritirarsi e consegnare il proprio territorio alla Russia». Il riferimento al Donetsk è evidente. Il piano al quale alcuni leader europei (tra cui il francese Emmanuel Macron) stanno lavorando, non è – spiega Zelensky – «un piano per fermare completamente la guerra. È un piano per un cessate il fuoco», ovvero la richiesta ucraina da quando Trump si è insediato. Il leader di Kiev ha anche ricordato l’incontro della Coalizione dei volenterosi di venerdì a Londra, nel quale sarà discusso il piano in 12 punti dell’Ue per Kiev. Il focus sarà «finalizzare le garanzie di sicurezza per l’Ucraina» per garantire che l’aggressione non si ripeta. In ogni caso, «non vediamo alcuna volontà da parte della Russia» che è interessata solo a «soggiogare l’Ucraina e a separare Usa e Ue».

Intanto la guerra sul campo continua. La notte scorsa i russi hanno lanciato almeno 400 droni e 28 missili su diverse regioni dell’Ucraina, compresa la capitale. Su un asilo di Kharkiv è caduto un drone (o un frammento) che ha ferito diversi bambini e ucciso un uomo di 40 anni. I morti totali degli attacchi di ieri ammontano a 6, più altri 17 feriti.