Le manovre Pronte le prime esercitazioni di Francia, Gb e Germania per preparare l’invio di truppe sul campo. Oggi vertice con Nato e Banca mondiale. Washington e Mosca: «10 e 11 novembre trilaterale con Kiev ad Abu Dhabi»
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Large Ukraine Peak in Paris on 06.01.2026. left: Chancellor Friedrich MERZ, President Wolodymyr Zelensky, Emmanuel MACRON, Working Visit of the President of Ukraine to France Photo by: Presidential Office of Ukraine/picture-alliance/dpa/AP Images
Francia, Germania e Gran Bretagna si stanno preparando alla fine della guerra in Ucraina nell’ottica di doversi contrapporre a Mosca. Il superamento dell’unanimità nell’Unione europea, più volte evocato come causa dell’immobilismo diplomatico di Bruxelles, è stato compiuto dai tre Paesi che, riuniti nel formato E3, stanno accelerando su tre questioni fondamentali.
MILITARMENTE, con l’annuncio della prima esercitazione della Forza multinazionale per l’Ucraina (Mnf-U) in Polonia dal 9 al 22 novembre e con dichiarazioni roboanti sul fatto che, se effettivamente sarà schierato in Ucraina a guardia del cessate il fuoco, il contingente «sarà autorizzato a rispondere al fuoco se attaccato» dai russi. Le manovre, denominate «Koalicja» coinvolgeranno 2.800 soldati, avieri e marinai con tanto di caccia bombardieri e mezzi di terra. Il contingente principale sarà quello francese, con 1.500 soldati della 1° Divisione, seguito dai 300 fanti britannici della 7° Brigata meccanizzata leggera. Inoltre parteciperanno Polonia, Germania, Belgio, Estonia, Lituania, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Turchia. Secondo il tenente generale Tom Bateman, comandante del contingente, lo scopo dell’esercitazione è dimostrare «prontezza militare, capacità di dispiegamento rapido e di operare in modo efficace», mettendo alla prova piani in fase di sviluppo da oltre un anno. Nelle intenzioni di Parigi e Londra, ideatori e comandanti congiunti della Mnf-U, l’obiettivo del contingente sarà quello di scoraggiare una ripresa delle ostilità dopo la firma dei trattati di pace, ma il Cremlino ha sempre dichiarato che non accetterà la presenza di truppe straniere, men che mai europee e della Nato, sul suolo ucraino. Bateman ha chiarito che si tratterebbe di una forza «non Nato» e che opererebbe con sostegno minimo o nullo da parte degli Usa. L’obiettivo tra le righe sembra quello di rendersi più indipendenti possibili dai cambi d’umore dell’amministrazione di Washington e ciò vale anche per la tecnologia e i sistemi made in Usa come Starlink. Uno degli compiti principali sarebbe quello di contribuire alla «rigenerazione e al rafforzamento» delle forze armate ucraine dopo la guerra. Per la prima volta si è parlato di caccia di pattuglia sugli aeroporti civili e di piani concreti per sminare il Mar Nero e riaprire le rotte marittime (questi ultimi guidati dalla Turchia che ha tutto l’interesse economico a liberare il bacino). Sono lontani i tempi in cui si sosteneva che la Mnf-U sarebbe rimasta nelle retrovie con ruoli marginali.
ECONOMICAMENTE, con iniziative volte a mantenere il sostegno all’apparato statale di Kiev, da tempo non più autosufficiente. Ieri il primo ministro ucraino, Sergiy Koretsky, è tornato sul tema dichiarando di nuovo che mancano i soldi, soprattutto a partire dalla fine del 2027 in poi. Per questo oggi a Bruxelles i membri del gruppo E3 saranno insieme ai rappresentanti di Ue, Ucraina, Usa, Nato e Banca Mondiale per un incontro che ufficialmente si inserisce nel solco di quello di Miami, dicono dall’Ue. Peccato che l’ultima due giorni in Florida sia stata interrotta sul nascere dall’annuncio di Trump dell’accordo sul diesel con la Russia e la delegazione ucraina se ne sia tornata a casa furiosa e con la consapevolezza di esser stata usata. In ogni caso, l’incontro odierno si concentrerà sulla «ricostruzione postbellica, la prosperità dell’Ucraina e dal lato europeo sarà a livello di consiglieri per la sicurezza nazionale». Si tratta di uno dei primi appuntamenti seri che trattano di architettura di sicurezza ed equilibri economici continentali.
Contemporaneamente i membri dell’E3 stanno stringendo i rapporti bilaterali con l’Ucraina, soprattutto per quanto riguarda la produzione congiunta e la fornitura di droni in cambio di armi tradizionali. Ieri Zelensky è arrivato a sorpresa a Berlino dove ha incontrato il cancelliere Friedrich Merz che gli ha promesso altri 200 milioni di euro di aiuti per il periodo invernale. Come Emmanuel Macron e Andy Burnham, anche Merz ha dichiarato di nuovo che «non ci si può fidare della Russia» e ha invitato gli altri alleati a continuare a sostenere Kiev.
NELL’ATTESA delle ricadute pratiche delle mosse di questa parte interventista d’Europa, gli Usa continuano la propria mediazione solitaria. Nella notte l’inviato speciale della Casa bianca, Steve Witkoff, ha scritto che il tanto atteso trilaterale con Russia e Ucraina si terrò ad Abu Dhabi il 10 e 11 novembre. Il portavoce del Cremlino successivamente ha confermato. Ma la Russia ha già dichiarato che se oggi, giorno della festa dell’Unità nazionale, il nemico dovesse attaccare Mosca o San Pietroburgo, i negoziati salteranno.
