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 Che cos'è la mobilità sostenibile, una definizione

Il necessario “distanziamento sociale” impone a tutti nuovi comportamenti, anche nei modi di muoversi e di vivere la città. Da qui il timore verso l'utilizzo di mezzi pubblici ed il rischio che si tenda maggiormente all'uso individuale dell'auto privata, per maggiori spostamenti verso le zone centrali, mentre l'emergenza sanitaria ci dice che serve più spazio nelle città, anche per l'attività dei negozi e dei locali pubblici.

Bisognerà ripensare anche gli orari della città, dell'apertura dei servizi, degli orari di lavoro, per evitare congestione e traffico nelle ore di punta, coinvolgendo i cittadini, le associazioni di categoria, le Organizzazioni Sindacali.

Per questo è bene che i trasporti pubblici, su gomma e su ferro, svolgano una funzione ancora più importante, che le imprese che gestiscono tali servizi non subiscano il peso delle restrizioni impartite dall'attuale emergenza sanitaria e non tendano a compensare le relative perdite economiche con una riduzione delle corse e/o aumento dei costi a carico degli utenti.

Pensiamo che a livello locale sia necessario valorizzare, ed eventualmente implementare, i servizi navetta (esempio Green Go Bus), il trasporto scolastico e quello degli autobus, con la possibilità di mettere maggiormente a sistema i servizi a livello territoriale dell'Unione dei Comuni, forniti da pullman e rete ferroviaria: dalla tratta Firenze – Faenza – Ravenna, ai collegamenti possibili dalla stazione di Castel Bolognese.

In questo contesto l'uso della bicicletta, che già fa parte delle tradizionali abitudini di chi vive nel nostro territorio, è parte importante di un sistema combinato per una mobilità di prossimità, necessaria per garantire spostamenti per brevi distanze.

Per questo sono importanti le prime iniziative per il rilancio della mobilità ciclabile, come l'installazione già avvenuta di postazioni di gonfiaggio per le bici e la campagna #andràtuttinbici, ideata dalla Consulta Comunale della Bicicletta di Bologna, rilanciata a Faenza da Legambiente, FIAB e dai ragazzi dei Fridays For Future.

Per estendere il più possibile nei centri abitati la mobilità dolce (bicicletta, micro-mobilità elettrica, oltre che a piedi) sono però necessarie misure immediate per aumentare percorsi ciclabili, anche temporanei; ridurre la velocità le auto in alcune zone; promuovere un uso più agevole delle biciclette pubbliche condivise, (in prospettiva da estendere anche ad altri mezzi, auto elettriche, e-bike, scooter elettrici e monopattini); oltre che avviare la sperimentazione del progetto Bike to Work, (già approvato all'unanimità dal Consiglio Comunale di Faenza) che prevede incentivi per chi sceglie di recarsi al lavoro in bicicletta.

Per questi interventi, sia da parte del Governo che della Regione, sono previsti contributi per le Amministrazioni Pubbliche e incentivi per gli abbonamenti ai mezzi pubblici e all'acquisto di biciclette e mezzi analoghi per i cittadini, queste opportunità vanno assolutamente colte subito.

Sarà il modo migliore per affrontare l'uscita dall'emergenza, non guardando al passato, ma per implementare le misure che dovranno essere previste nel futuro Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS), sul quale ci riserviamo di inviare le nostre osservazioni.

Noi, che ci siamo già occupati di queste tematiche in tempi normali, a maggior ragione oggi chiediamo che le Amministrazioni locali prendano misure coerenti e promuovano comportamenti sostenibili, affinché “la ripartenza” sia aiutata da una politica nuova e diversa da prima.

Faenza, 4 giugno 2020

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