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NATALE IN PURGATORIO

Si è parlato molto del Natale in questi ultimi giorni, con servizi televisivi in cui veri e propri eserciti della fede vomitavano odio su questa o quella persona al grido “NON CI TOGLIERETE LE NOSTRE TRADIZIONI, DIO #@%§!”.
Anche nei talk show non passa giorno in cui non ci siano personaggi che se ne escono con sparate al limite della legge Scelba additando il diverso come nemico della patria e dei “veri” principi fondamentali su cui si basa la “nostra” “inaffondabile” fede.
E, come molti di noi sanno, dove nascono questi battibecchi, il nero avvoltoio della politica suole abitualmente affondare i suoi lunghi e adunchi artigli.
Come il caso della scuola di Rozzano, in cui il preside è stato ben poco metaforicamente messo alla gogna (prima dai genitori di alcuni alunni e successivamente da ogni politico che fosse capitato nei paraggi o su un’emittente televisiva) distorcendo e riadattando una notizia, facendo passare il rifiuto alla richiesta di due mamme di insegnare canti cattolici durante l’orario della mensa, per la totale abolizione della festa del Natale in quella scuola.
Per alcuni giorni il paese è diventato l’anfiteatro della battaglia del Presepe, con certi pseudo-politicanti che regalavano statuine della greppia e proteste dai toni ingiuriosi davanti ai cancelli della scuola.
Nessuno si è neanche lontanamente posto il quesito se quel satanasso di preside volesse effettivamente abolire il Santo Natale, o se la notizia fosse stata oltremodo ingigantita; eppure, sempre nel pieno rispetto della morale cattolica, sui social network un mucchio di falsi leoni da tastiera non si sono fatti scrupoli ad augurare guai sciagure e disastri al preside nel nome del bambin Gesù.
Ma ora mettiamo da parte questo fuoco di paglia, forte quanto basta da infiammare gli animi, ma non da accendere i cervelli.
Le nostre tradizioni cattoliche natalizie...

un bell’argomento da trattare, ma quando sono realmente iniziate in Italia? Qui si potrebbe lanciare il sondaggio: “Gesù festeggiava Hanukkah o semplicemente il suo compleanno?”
La tradizione degli alberi di Natale (inizialmente vietati dalla chiesa cattolica), o meglio degli Alberi del Paradiso o Alberi Cosmici, ha inizio ben prima della venuta di Cristo, e venivano realizzati dai popoli del nord per auspicare il ritorno del sole durante gli inverni.
Il presepe invece rappresenta fisicamente la nascita di Gesù, e venne realizzato per la prima volta nel 1223 d.C. a Greccio, dopo aver ottenuto il permesso da papa Onorio III.
Si può facilmente intuire che nel 1223 d.C. non esistesse ancora uno stato italiano, e nemmeno un forte predominio cattolico in tutto il territorio, data la frammentazione dell’Italia e le continue lotte stato-chiesa che si sono via via susseguite nel corso degli anni.
Quindi su cosa si basa la tradizione natalizia cattolica della Repubblica Italiana arrivati al suo sessantanovesimo anno di età ?
In 22 anni di vita ho potuto vedere un progressivo deperimento delle tradizioni cattoliche in favore del più sfrenato consumismo di massa, con vere e proprie corse senza esclusione di colpi nei centri commerciali per accaparrarsi l’ultimo articolo in corsia; gli stessi corridori che poi organizzano picchetti in favore della sacralità del Natale.
Oggi tutte le nostre tradizioni stanno via via mutando, e quelle natalizie non sono da meno; l’albero che un tempo era simbolo di vita, ora è solo una foto da pubblicare su facebook per far vedere a tutti quanto le persone sono state brave con gli addobbi, mentre i famosi “cenoni” con i parenti si sono trasformati pranzi interminabili e cene che potrebbero riassumersi con la frase “ne resterà soltanto uno”.
I regali, ogni anno sempre più articolati e costosi, tentano di soddisfare persone dai gusti sempre più complessi e distanti dalla semplicità di quella notte di 2000 anni fà.
Al giorno d’oggi penso che il mondo si stia evolvendo troppo in fretta per poter fissare delle tradizioni dai contorni ben definiti, ma a prescindere che sia Natale, Karácsony o Hanukkah, in questo vero e proprio purgatorio italico, alla base dovrà sempre esserci un’idea di semplicità e amore per il prossimo, ideale che questa società nel tempo, purtroppo, ha perduto.

9 dicembre 2015
Mattia Abeti