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Unione Europea Sono sempre più in discussione le regole dell’asilo e i diritti basilari dei migranti

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8838705a-6176-4428-a37f-d8b1385400b3 Migrants stand near their tents at El Trampolín beach in the Spanish exclave of Ceuta, Wednesday, Sept. 2, 2026. (AP Photo/Francis González)

È l’Ucraina uno dei punti chiave che Ursula von der Leyen affronterà oggi nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, dove indicherà le linee generali della strategia europea per i prossimi mesi. Appena ieri l’Alta rappresentante Kaja Kallas ha messo in guardia il Parlamento europeo dall’intensificarsi della minaccia russa e i «tentativi calcolati» da parte di Mosca, «di giocare con la paura di un’escalation».

IN AULA OGGI la presidente della Commissione metterà l’accento soprattutto sul sostegno alla difesa aerea di Kiev. Von der Leyen dovrebbe ricordare l’autorizzazione Ue alla fornitura di sistemi Patriot, ma anche la volontà europea di sviluppare ulteriormente queste capacità insieme all’Ucraina. Accanto al sostegno militare, resta centrale il dossier delle sanzioni contro Mosca, sulle quali la Commissione spinge per un ulteriore inasprimento. Il nuovo pacchetto, tuttavia, è stato rinviato dal Consiglio Ue alla prossima settimana, alla luce delle divergenze tra le capitali.

Ma è soprattutto sul dossier migratorio che il discorso rischia di accendere lo scontro politico a Strasburgo. La crisi di Ceuta, con circa 70 mila persone entrate nell’enclave spagnola in poche ore alla fine di luglio, continua infatti a pesare sull’agenda europea. In materia di immigrazione, von der Leyen annuncerà un’ulteriore stretta, con particolare attenzione alla necessità di rendere più rapidi ed efficaci i rimpatri. Oltretutto, la Commissione sta inoltre lavorando a una nuova iniziativa per affrontare gli arrivi improvvisi e di massa, proprio sulla base della lezione di Ceuta. Mettendo sempre più in discussione le regole dell’asilo e i diritti dei migranti, considerati sempre meno “persone” e sempre più parte di una strategia volta a contenere l’estrema destra attuando politiche dello stesso stampo.

IL CASO CEUTA potrebbe facilmente diventare un terreno di scontro politico ben oltre la Spagna. La capogruppo S&D al Parlamento europeo Iratxe García Pérez ha denunciato una disparità nella risposta alla strumentalizzazione dei migranti, evidenziando come l’Ue mostri solidarietà quando la pressione arriva dal fronte orientale, ma non altrettanta quando la Spagna è sotto pressione da parte del Marocco. La questione è particolarmente delicata per i socialisti, visto il diretto coinvolgimento del governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez. L’Aula ha già discusso del tema ieri, ma la questione scottante è la risoluzione che verrà votata domani alle 12. Secondo una fonte consultata dal manifesto, tra Popolari e Socialisti al momento non c’è accordo su un testo comune.

IL SECONDO FRONTE di divisione è quello dei rapporti con Israele. Dopo settimane di pressioni per una sospensione delle relazioni commerciali, la Commissione è chiamata nuovamente a chiarire la propria posizione. La divisione, in questo caso, corre soprattutto tra gli Stati membri: da una parte i governi favorevoli a una linea più dura, dall’altra quelli che continuano a difendere il rapporto con Tel Aviv, con Italia e Germania in prima fila.

Stamane, von der Leyen condannerà la violenza legata agli insediamenti israeliani e tornerà sulla necessità di una risposta europea comune. Non è però attesa, almeno per ora, una nuova proposta della Commissione sul commercio con Israele. Lo conferma anche una fonte autorevole al manifesto: nessuna decisione sul dossier, almeno fino al voto israeliano del 27 ottobre.