L'articolo 40 della nostra Costituzione è particolarmente breve perché formato da un unico comma che recita: “Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano”. Semplice, diretto, comprensibile a tutti. Perfino ad un ministro della Repubblica che ha il senso dello Stato pari ad un leghista in riva al Po.
Ma non si abbatte, mostra il tipico atteggiamento guascon-dittatoriale di chi detiene il potere e lo esercita calpestando le libertà individuali e collettive. Si muove tra i cavilli di garanti compiacenti e gli anfratti di una giurisprudenza fai da te negando l’esercizio che è alla base di ogni democrazia: manifestare un disagio.
EGREGIA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ,ONOREVOLE GIORGIA MELONI ,
sono una BISNONNA di 77 anni ,già docente di ruolo presso l'Istituto Statale d'arte per la Ceramica di Faenza ,in Emilia Romagna e scrivo per RIVOLGERE un ACCORATO APPELLO A LEI , madre di una bambina e che ha avuto la SENSIBILITÀ di sostenere la possibilità di ospitare in Italia la piccola INDI GREGORY, inglese ,per poterla assistere nel migliore dei modi nel proseguimento della sua GRAVISSIMA MALATTIA, purtroppo INCURABILE: a GAZA ,la "striscia di terra " ,sotto controllo del Governo Israeliano,dove ,attualmenteè in corso una guerra feroce,dove ,dal 7 ottobre 2023 ,si è raggiunto il numero TERRIBILE di circa 11.000 MORTI CIVILI ,di cui circa 5.000 BAMBINI , quasi il doppio di questi FERITI ,molti MUTILATI ,mentre i feriti complessivi sono circa 28.000, il 50% delle case DISTRUTTE DALLE BOMBE ( si parla di 32. 000 tonnellate sganciate su uno dei territori più densamente popolato al MONDO ), L'ESODO FORZATO DI 1.500.000 PERSONE ,dal nord al sud ,a piedi ,o con carretti trascinati da asini, sotto il pericolo di bombardamenti ed attacchi dei cecchini ,
ebbene ,a GAZA ,ci sono OSPEDALI SOTTO ASSEDIO ,con migliaia di malati in PERICOLO ,per I bombardamenti nelle strette vicinanze ,oramai MANCANZA pressoché TOTALE di MEDICINE ,ESTREMA SCARSITÀ DI CIBO ,ACQUA ,CORRENTE ELETTRICA ...
All'ospedale di Al SHIFA potrebbero essere curati 700 malati, ma ce sono molti di più e 1500 persone ,donne ,bambini , sfollati ,che si rifugiano per non essere colpiti dalle BOMBE e che sono stati invece anche feriti da cecchini ,dentro e fuori dell'edificio,dove è stato addirittura DISTRUTTO il reparto di CHIRURGIA ,uno dei più importanti per curare i FERITI : il DIVIETO del governo israeliano di fornire il CARBURANTE da utilizzare per far funzionare i GENERATORI IN MANIERA DURATURA ,necessari all'utilizzo delle macchine ed attrezzature per le OPERAZIONI CHIRURGICHE, per i malati in TERAPIA INTENSIVA ,per la ventilazione delle INCUBATRICI in cui vengono tenuti i NEONATI PREMATURI , che hanno ESTREMA NECESSITÀ DI REDPIRATORI E DEL CALORE ADEGUATO PER FARLI CRESCERE ,
ebbene, in questa CSTASTROFICA situazione,di questi bambini, così FRAGILI E PICCOLI, gia` ne sono MORTI 3 e molti altri RISCHIANO DI MORIRE ,di NON POTER NATURALMENTE CRESCERE ,NON PER MALATTIE INCURABILI , ma SOLO ,ESCLUSIVAMENTE ,
per MANCANZA DI CORRENTE ELETTRICA ,dovuta al DIVIETO di fornire il CARBURANTE,ASSOLUTAMENTE NECESSARIO per continuare a CURARE I MALATI ,CURE che DEVONO ESSERE ASSICURATE ANCHE IN TEMPO DI GUERRA ,come contemplate dalle CONVENZIONI INTERNAZIONALI (art.18 delle Convenzioni di Ginevra) .
Onorevole Signora GIORGIA MELONI ,il mio ACCORATO APPELLO - che credo possa essere condiviso dalla maggioranza del Popolo Italiano -, è quello che ,nella SUA QUALITÀ DI ALTO DIRIGENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA,
INTERVENGA PRESSO IL GOVERNO ISRAELIANO ,affinché permetta di far ARRIVARE LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUATIVA (non solo per circa 30 minuti ,come poteva essere quella derivata dai SOLI 300 litri di carburante offerti), NECESSARIA ALLA VITA DI QUESTI BAMBINI E DEGLI ALTRI MALATI ,o,in caso contrario ,CHIEDERE DI FAR TRASFERIRE IN ITALIA ,nei nostri OTTIMI E SICURI OSPEDALI ,TUTTI QUESTI BAMBINI ricoverati nelle INCUBATRICI : all'Ospedale di Al SHIFA ,i medici ne indicano la presenza di altri 36 ,ma ,complessivamente ,nei vari ospedali ,oramai non più in grado di curare loro e gli altri malati ,di questi NEONATI PREMATURI ce ne sono 140 ...Poi,però, di bambini ,solo poco più grandi ,ma feriti gravemente , anche con MUTILAZIONI , ce ne sono MOLTI ALTRI .
Questo il MIO APPELLO ,questa la MIA RICHIESTA PER SALVARE questi PICCOLISSIMI ESSERI UMANI, ASSOLUTAMENTE INNOCENTI ,che NON DEVONO PAGARE PER GLI ERRORI E LA CRUDELTÀ DEGLI ADULTI ,per cui ,con i TERRIBILI ATTACCHI del 7 ottobre in territorio israeliano ,ne sono stati UCCISI tanti e con questi ATROCI e CONTINUI BOMBARDAMENTI su uno dei territori PIÙ DENSAMENTE POPOLATI AL MONDO , la zona Palestinese di GAZA , si sapeva BENISSIMO che ne SAREBBERO MORTI TANTI ,TANTISSIMI ,come NON MAI IN ALTRE GUERRE, quindi NON UCCISI CASUALMENTE,ma in maniera DELIBERATA ,INTENZIONALMENTE,in un luogo dove il 40% dei 2.300.000 abitanti di GAZA è composto da BAMBINI !
Faccio questo APPELLO con il CUORE STRAZIATO, pensando a TUTTO L'AMORE che deve,invece , essere TRASMESSO ai BAMBINI, ai GIOVANI: quello che IO ho dato ,oltre ai miei familiari,a circa 2000 nel corso dei miei 30 anni di insegnamento e ad altre centinaia nelle mie attività sociali e di impegno civico .
La ringrazio per l'attenzione, essendo SICURA che,anche il suo CUORE sia così SENSIBILE al BENE DEI BAMBINI e le invio quei miei saluti migliori che posso esprimere, augurandole di poter LAVORARE NEL MASSIMO DELLE SUE POSSIBILITÀ allo SCOPO SPECIFICO DEL MIO APPELLO.
Maria Rossini
Domenica 12 novembre 2023 .
Commenta (0 Commenti)Intanto a Londra: Un corteo così grande non si vedeva dal 2003. Smentito il governo Tory che preannunciava violenze, 800mila persone manifestano pacificamente per il cessate il fuoco a Gaza con le insegne palestinesi. Che a Roma, alla manifestazione del Pd, vengono sequestrate
PAROLE E DIVIETI. A Londra sono scese in strada quasi un milione di persone e le bandiere della Palestina erano ovunque. Niente di lontanamente paragonabile è accaduto a Roma dove però il Pd da solo ha comunque riempito una piazza ed Elly Schlein ha trovato le parole giuste quasi su ogni argomento, persino sulla guerra di Israele a Gaza
La manifestazione pro-Palestina a Londra - Ansa/Andy Rain
«Non ci lasciamo qui», la promessa di Elly Schlein alla piazza del Pd è innanzitutto un augurio a se stessa. Davanti ai militanti del suo partito, la segretaria trova quel coraggio che troppo frequentemente dimentica quando torna tra i «capibastone» – definizione sua – del Pd. Ha fatto un buon discorso ieri in piazza del Popolo a Roma. Ha trovato le parole giuste quasi su ogni argomento, persino quello più urgente e che più lasciava presagire male, viste le prudenze e i divieti dei giorni scorsi: la guerra di Israele a Gaza. «La brutalità di Hamas», ha detto, «non giustifica le brutalità sui palestinesi, il massacro dei civili, le bombe che cadono sulle scuole, sugli ospedali e sui campi profughi». «La popolazione di Gaza», ha aggiunto, «già prima viveva in una condizione insostenibile, le loro sofferenze non valgono di meno. Hamas non rappresenta il popolo palestinese». Schlein ha anche ricordato come «la legittima aspirazione a uno stato palestinese» sia diventata «un miraggio a causa degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, persistente violazione del diritto internazionale».
Sono cose che da tempo dice l’Onu, a costo di prendersi l’accusa di antisemitismo. E che, andando avanti sempre più pesantemente la punizione collettiva di Netanyahu, cominciano a dire anche i più prudenti tra i capi di stato. Ma restano ancora parole difficili e rare nel partito di cui Schlein è segretaria. Non a caso nessuno dei tanti oratori che l’hanno preceduta ieri sul palco (con l’eccezione del presidente dell’Arci) ha chiesto a gran voce il cessate il fuoco come ha fatto lei. Nel frattempo però, mentre Schlein diceva quelle cose, nella piazza le bandiere della Palestina, quelle che esprimono «la legittima aspettativa» del suo popolo, non c’erano. Se sono apparse, appena tre o quattro, è stato solo per qualche minuto. Tirate immediatamente via dalle forze dell’ordine che hanno anche ammonito chi ci ha tentato non si sa in nome di quale legge. Bandiere considerate una minaccia all’ordine pubblico, perché il Pd, in quella piazza, non le voleva.
Schlein vince la prova di piazza: «Basta col governo Meloni»
Non fosse stato così, magari qualche militante del partito democratico l’avrebbe portato volentieri con sé quel vessillo che rappresenta i civili «le cui sofferenze non valgono meno». Magari l’avrebbe sventolato in alto, sentendo la segretaria dire che «niente può giustificare le brutalità che la Palestina sta subendo». Invece no e a noi resta così un’altra prova delle ambiguità del Pd. Che si incaglia in
Leggi tutto: La bandiera della Palestina - di Andrea Fabozzi
Commenta (0 Commenti)Tank israeliani all’assalto degli ospedali di Gaza, pieni di feriti e di migliaia di rifugiati: «Diamo la caccia a Sinwar, mente degli attacchi di Hamas». Il capo dell’Al Shifa: «Non è qui, controllate». La “pausa umanitaria” non funziona, 50 uccisi nel raid su una scuola
GAZA. Scappano via migliaia di sfollati. Si temono incursioni di unità speciali alla caccia di basi di Hamas. Oltre 11mila i palestinesi uccisi
Soldati israeliani a Gaza - Ap
I carri Merkava sono lì, a poche decine di metri dagli ospedali Shifa e Rantisi e altre strutture sanitarie. Dall’alto i cecchini israeliani, nascosti in appartamenti ed edifici danneggiati e abbandonati, tengono sotto tiro tutta la zona. L’avanzata verso lo Shifa è conclusa. Lì, sostiene Israele, nel seminterrato dell’ospedale, il più grande e meglio attrezzato di Gaza, si nasconderebbe il quartier generale di Hamas e, forse, anche Yahya Sinwar, il capo del movimento islamico nella Striscia. A nulla sono servite le ripetute smentite del direttore dell’ospedale, il dottor Mohammed Abu Silmiyeh.
«Chiediamo che sia inviata qui allo Shifa una commissione di esperti per verificare, con ispezioni approfondite, queste affermazioni israeliane», ha proposto nei giorni scorsi. Niente da fare. I mezzi corazzati sono lì, e tra poche ore o pochi giorni potrebbero scattare incursioni di unità speciali israeliane nel complesso ospedaliero, dove sono ricoverati 5mila pazienti. Ieri mattina c’è già stato un attacco aereo nel cortile dello Shifa che ha fatto un morto e diversi feriti. La paura si è trasformata in panico sotto i tendoni montati a protezione delle decine di migliaia di sfollati che nell’ultimo mese hanno trovato dentro e intorno allo Shifa una protezione dei bombardamenti. Adesso molti scappano via, non sanno dove andare ma si allontanano.
«Cari colleghi, la situazione allo Shifa ora è estremamente pericolosa. Vorremmo andarcene, ma non possiamo! Vi preghiamo di fare tutto il possibile attraverso il vostro governo o la Croce Rossa per organizzare un corridoio sicuro», ha scritto ieri un gruppo di medici dello Shifa ai colleghi del Pcrf, una ong internazionale che per l’assistenza medica specializzata ai bambini palestinesi ammalati. Nessuno però è in grado di aiutarli, ormai sono
Commenta (0 Commenti)In Israele retata di attivisti ed ex parlamentari palestinesi: vietato manifestare contro la guerra. Tel Aviv restringe ancora lo spazio del dissenso e dà alla polizia poteri speciali. Intanto a Gaza entra in vigore una pausa al ribasso: 4 ore al giorno, solo a nord e senza l’Onu
STATO DI GUERRA. Retata senza precedenti di politici arabo-israeliani. Mohammad Barakeh, ex membro della Knesset, reo di essere diretto a un sit-in
Tel Aviv, la polizia israeliana prova a disperdere la protesta contro gli arresti dei leader palestinesi - foto Afp/Ahmad Gharabli
«Gli arresti di Mohammed Barakeh e degli altri esponenti politici arabi sono avvenuti poche ore dopo che la Corte suprema aveva respinto i ricorsi contro il divieto della polizia alle manifestazioni di condanna della guerra a Gaza. Coloro che invocano la pulizia etnica e la violenza invece possono esprimersi liberamente. Questa è la Corte suprema che appena qualche mese fa tanti israeliani difendevano in piazza perché baluardo della democrazia contro la riforma giudiziaria del primo ministro Netanyahu».
È AMARO IL COMMENTO di Ofer Cassif, deputato comunista del partito arabo ebraico Hadash, all’arresto dell’ex membro della Knesset, Mohammad Barakeh, presidente dell’Alto comitato per i cittadini arabi di Israele, mentre si stava recando a una protesta contro la guerra a Nazareth. Fermati e portati al comando di polizia, anche altri quattro importanti membri del partito arabo Balad (Tajammo): il segretario generale Sami Abu Shehadeh, l’ex leader del partito Mtanes Shehadeh, il vicesegretario Yousef Tartour e l’ex deputata Hanin Zoabi. Anche Mahmoud Mawasi, un altro membro dell’Alto comitato, è finito in manette. Tanti arresti politici così importanti tra gli arabo israeliani erano avvenuti solo durante il governo militare imposto fino al 1966 alla minoranza araba dopo la fondazione dello Stato ebraico.
Divieto di manifestare contro la guerra ma non di invocare la pulizia etnica. Questa è la Corte suprema baluardo della democrazia che in tanti difendevano nelle piazze
«IL PROFESSOR ZEEV STERNHELL, storico del Fascismo, diceva che un’ideologia fascista va al potere quando lo Stato comincia ad arrestare quelli di sinistra, a usare il pugno di ferro per non farli parlare ed esprimere. Noi siamo in quella fase» continua Cassif, sospeso dalla Knesset per alcune settimane per le dure accuse che ha rivolto in un’intervista al governo Netanyahu. «Quelli presi di mira sono i cittadini arabi ma anche gli ebrei che vogliono la fine delle stragi, delle uccisioni di innocenti ovunque, a Gaza come in Israele» prosegue il deputato. «Nessuno sta con Hamas – aggiunge – è inequivocabile la nostra condanna del massacro del 7 ottobre, ma non si può accusare di sostegno ad Hamas chi semplicemente vuole che la guerra finisca e si interrompano le uccisioni di innocenti».
Leggi tutto: Israele arresta il dialogo tra arabi ed ebrei - di Michele Giorgio, HAIFA
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GAZA. A Gaza palestinesi in fuga con addosso solo i vestiti: manca il cibo e manca l’acqua, nella speranza di una pausa umanitaria. Sono ormai 11mila gli uccisi nella Striscia. Tel Aviv schiera la 252° divisione: non succedeva dal 1982. Hamas rivendica in un video i danni inflitti all’esercito israeliano. E i razzi partono ancora
Gaza, l'esodo di migliaia di palestinesi da nord e sud
Migliaia di civili palestinesi, un flusso lungo chilometri, donne con in braccio i figli, anziani a passo lento, uomini stremati dalla fatica e dalla sete, perché l’acqua è difficile tra trovare, anche ieri hanno abbandonato il nord di Gaza ridotto in macerie, senza più neppure le panetterie. Un esodo che ha riportato alla memoria di tanti le scene della Nakba nel 1948 e volto a raggiungere il sud della Striscia, alla ricerca della salvezza che nessuno potrà mai garantire a questa gente sino a quando continueranno i bombardamenti aerei israeliani. I nuovi arrivati a sud hanno trovato poco o nulla per rifocillarsi. Manca tutto e serve tutto. Si sono avviati alle mense all’aperto delle associazioni di carità sperando di poter mangiare qualcosa. Foto che hanno fatto il giro del mondo mostravano ieri bambini palestinesi con ciotole in mano in attesa di un pugno di riso e un po’ di pane.
Terminate le poche ore in cui i comandi israeliani permettono di percorrere il «corridoio sicuro» sulla superstrada Salah Edin, il flusso di sfollati dal nord si è subito interrotto. Gli oltre due
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