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Pur limitando le correzioni al minimo indispensabile, la Corte costituzionale ha di fatto smontato l’Italicum, la legge elettorale imposta al Parlamento da Renzi e soci. Doveva far prevalere la governabilità sulla rappresentanza (ricordate? “La sera stessa del voto si saprà chi ha vinto”), si torna invece al proporzionale e ai prevedibili accordi di coalizione.

Eppure i renziani dicono che l’Italicum non è stato bocciato e che si deve andare subito al voto. Facendo compagnia con Salvini, Grillo e la Meloni.

Fateci capire: il governo Gentiloni è in carica perché si regge su una maggioranza parlamentare, ad assicurare questa maggioranza è il Pd, volere le elezioni subito significa dunque staccare la spina a Gentiloni per farlo cadere. Siamo al “Paolo stai sereno”. Mo alora l’è un vèzi!

 

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Siete sicuri che Renzi si dimette?

Intanto il Presidente della repubblica gli ha già detto che deve restare almeno fino all'approvazione della legge di bilancio,
e quando un governo è insediato è sempre un'incognita sapere quando finisce.
Inoltre Renzi non si dimette da segretario del partito e faccio fatica a pensare , visto il personaggio con un ego stratosferico, che farà un bagno di umiltà ascoltando anche i consigli altrui e dando una nuova impostazione alle politiche economiche e sociali del Paese.
Nonostante la valanga di NO che gli si sono abbattuti in testa i suoi portavoce già hanno cominciato ad impossessarsi del 40% di si e da quelli dicono che ripartiranno.
State tranquilli che il tipo ce lo troveremo davanti ancora per molto.
Del resto che altro potrebbe fare?
Però oggi è il momento di festeggiare, l'abbiamo scampata bella,evviva il popolo italiano e grazie a tutti coloro che hanno lavorato molto per questo risultato.
Vi abbraccio tutti, sono molto felice
Rita
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Difficile sottrarsi alla tentazione di un confronto fra coloro che la Costituzione la emanarono e coloro che oggi la stanno manomettendo.

Fra i padri costituenti c’erano Giuseppe Dossetti, Piero Calamandrei, Benedetto Croce, Palmiro Togliatti, Alcide De Gasperi, Nilde Jotti, Pietro Nenni. Uomini e donne di grande statura politica, culturale e morale, politici che seppero anteporre l’interesse del Paese alle ragioni di parte.

Parole alte e nobili accompagnarono il voto a larghissima maggioranza che segnò l’atto di nascita della Costituzione. Il presidente dell’Assemblea Umberto Terracini la definì “un solenne patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano”.

Di ben altra pasta appaiono i fautori della “riforma”. Ben altri i propositi e il linguaggio, infarcito di slogan propagandistici, falsità, insolenze.

Altri tempi, si dirà, ma soprattutto altre teste e un abisso fra il senso dello Stato di allora e l’avventurismo dei nostri giorni.

 

 

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Dall'inizio dell'anno, in Italia sono state uccise 123 donne dagli uomini che dicevano di amarle.
La violenza fisica e verbale annienta il fisico e la psiche, ognuno che non lo ha provato forse non immagina nemmeno come si debba sentire una donna in queste situazioni.
Le donne vengono isolate, allontanate dai parenti e dagli amici, ogni piccola cosa diventa una scusa per offendere , denigrare e anche picchiare.Nonostante in questi anni si siano fatti passi avanti, è ancora molto difficile denunciare e chiedere aiuto specialmente se ci sono figli minorenni e se la donna non ha un lavoro.
Questi tipi di uomini molto spesso vietano alla compagna di lavorare per avere il completo controllo della situazione economica e familiare.
La società tutta ha la responsabilità di questi femminicidi, ed oltre ad un massiccio lavoro culturale occorre che gli uomini, quelli che si possono chiamare ancora così ,siano a fianco delle donne e non le lascino sole in questa durissima battaglia di civiltà.
Lo dobbiamo a tutte le vittime e ai loro figli.
 
Rita
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Prendendo a riferimento la situazione economica, il lavoro e la salute, l’Istat fa sapere che cresce in misura sorprendente la soddisfazione degli italiani per le loro condizioni di vita. Non accadeva da cinque anni: lo stesso istituto ha documentato il contrario fino all’altro ieri.

Ad essere particolarmente soddisfatti sarebbero i giovani e gli anziani. Ohibò, cos’è successo di tanto importante senza che ce ne accorgessimo? Forse nei giorni scorsi il governo ha rimediato ai guasti prodotti dalla “buona scuola” e ha decretato l’abolizione dei voucher, forse sono stati rinnovati i contratti e ristabilite le tutele tagliate col Jobs act. E, chissà, forse ha messo mano allo scandalo delle pensioni d’oro e aumentato quelle più basse, così come potrebbe aver assunto decisioni efficaci per consentire agli oltre dieci milioni di persone di accedere alle cure di cui hanno bisogno e che non possono permettersi.

In realtà non è successo nulla di tutto questo. Di nuovo c’è soltanto che siamo ormai a pochi giorni dal referendum del 4 dicembre. Un appuntamento decisivo per dire NO allo stravolgimento della Costituzione e per mandare a dire a lor signori che la finiscano di prenderci per il c…

 

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Michael Moore:

Cinque cose da fare dopo la vittoria di Trump

 

di Michael Moore, da facebook.com

1. Restituire il Partito Democratico al popolo. Ha fallito miseramente.

2. Licenziare chi ha fatto previsioni sbagliate: esperti, profeti, sondaggisti, chiunque del mondo della comunicazione si sia rifiutato di ascoltare o riconoscere cosa stava realmente accadendo. Quegli stessi parolai ora ci diranno che dobbiamo “superare le divisioni” e “unirci”. Diranno ulteriori balle nei giorni a venire. Spegneteli.

3. Ogni membro democratico del Congresso che oggi non si sia svegliato con la voglia di combattere, resistere e ostacolare come hanno fatto i repubblicani con Obama tutti i giorni degli ultimi otto anni, si faccia da parte e lasci il posto a chi è pronto ad arginare la follia che sta per cominciare.

4. Basta dire che siete “scioccati” e “sconvolti”. Dovreste piuttosto dire che avete vissuto in una bolla e non avete fatto attenzione ai vostri fratelli americani più disperati. Per anni sono stati ignorati da entrambi i partiti, la rabbia e la voglia di vendetta contro il sistema non ha fatto che aumentare. Poi è arrivata la star della tv il cui piano era distruggere i partiti, quindi la vittoria di Trump non è una sorpresa. Trattare Trump come fosse uno scherzo non ha fatto che renderlo più forte. E’ una creatura dei media, ma anche una creazione dei media.

5. Hillary ha vinto il voto popolare, ricordatelo a chiunque incontrate. La maggioranza dei votanti l’ha preferita a Trump. Punto e basta. E’ un dato di fatto. L’unico motivo per cui lui è stato eletto presidente è una folle e arcana idea datata diciottesimo secolo e chiamata Collegio elettorale. Finché non la cambiamo, continueremo ad avere presidenti che non abbiamo eletto e che non vogliamo. Viviamo in un Paese dove la maggioranza è d’accordo sul cambiamento in atto, sulla parità di salario fra uomini e donne, sull’educazione libera da debiti. Una maggioranza di cittadini che non vuole invadere altri paesi, vuole un aumento del salario minimo e un sistema sanitario che funzioni, insomma una maggioranza che ha posizioni “liberali”. Ci manca solo la leadership liberale per realizzare tutto questo.

(11 novembre 2016)

 

 

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