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Prima ancora che una conquista per il mondo del lavoro, la Legge 300/70 “Statuto dei diritti dei lavoratori” fu considerata una conquista di civiltà, l’ingresso della Costituzione nelle fabbriche. L’art. 18 ne rappresentava un cardine fondamentale in quanto poneva al centro la dignità di lavoratrici e lavoratori.

Facendo quanto non era riuscito a Berlusconi, un governo che si dice di centro-sinistra l’ha cancellato. E canta vittoria. Chi era ieri contro il centro-destra perché attaccava i diritti di chi lavora e oggi sta con Renzi, qualche domanda dovrà pur porsela.

 

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Tutti ci siamo sentiti “Charlie”, dopo lo spaventoso attentato parigino.
A quanto si sa, si è sentito improvvisamente tale anche uno studente dell'Istituto Tecnico “Oriani” di Faenza, che ha affisso nella scuola i fumetti del noto settimanale satirico che canzonavano il Profeta Maometto (o, per meglio dire, Mohammed).
Una studentessa mussulmana, sentendosi offesa, li ha strappati. L'on. Pini della Lega Nord, ne ha approfittato per una interrogazione parlamentare, Faenza è finita sulla stampa nazionale, con grande gioia del sito Faenzanet, che per primo ha diffuso la notizia.
Dunque: secondo Pini, Salvini e soci, la tolleranza delle idee altrui nella scuola pubblica (la scuola di tutti, la scuola della Repubblica, dicevamo da giovani!), consiste nel consentire agli studenti la libertà di offendersi reciprocamente?
La scuola è un luogo di convivenza di frontiera, basato su equilibri delicati. Gli insegnanti che si dedicano a questa difficile costruzione non ci ridono sopra.

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A volte una foto dice molto di più di cento discorsi. Vi propongo un collage.
Le prime pagine di tutti i giornali di oggi ci fanno vedere meglio qual è la realtà.
Forse la verità è a portata di mano: Italicum, Nazareno sono parole, il concetto qual è?

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dal discorso del 1984 all’Università Notre Dame (Indiana)

“While we always owe our bishops' words respectful attention and careful consideration, the question whether to engage the political system in a struggle to have it adopt certain articles of our belief as part of public morality, is not a matter of doctrine: it is a matter of prudential political judgment”
(Mentre dobbiamo sempre rispettosa attenzione e considerazione alle parole dei nostri vescovi, la questione se impegnare il sistema politico in una battaglia per collocare alcuni di questi articoli della nostra fede come parte della morale pubblica è oggetto di prudente discernimento politico.)

 Mario Cuomo (uomo politico americano di fede cattolica ed ex Governatore dello Stato di New York)

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L’esercizio del voto, nelle moderne democrazie, è fondamento della sovranità popolare. C’è voluto un secolo di lotte per la conquista del suffragio universale.
Accade che la Grecia vada alle elezioni e le Borse crollino. Qualcosa non torna. C’è dunque incompatibilità fra la democrazia e i mercati? La democrazia e il voto vanno bene a condizione che in ballo non ci siano gli affari di “lor signori”?

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