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Ken Loach vince a Cannes, la Boschi decide chi sono i veri partigiani, Eugenio Scalfari affascinato a giorni alterni da Renzi dichiara ufficialmente che voterà No al referendum costituzionale, gli austriaci a un passo dal baratro forse santificano un verde, beh, non c'è che dire, il mondo è un pò pazzo e la speranza è l'ultima a morire!

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Per la prima volta nella storia d’Italia l’aspettativa di vita degli italiani è in calo.
Lo afferma il rapporto Osservasalute presentato nei giorni scorsi; ma subito si affretta a dire che è legato ad una riduzione della prevenzione. 
Aumentate del 16 per cento le morti sul lavoro nel 2015. Nei giorni scorsi l'Inail aveva lanciato l'allarme sull'abuso dei voucher, utilizzati per coprire l’infortunio e nascondere il lavoro in nero.
Ma subito il Tg1 si è affrettato a dire che nei primi 4 mesi del 2016 invece sono diminuiti: come se fosse un dato significativo. Non aveva certo fatto lo stesso nei primi 4 mesi del 2015! 

L’ottimismo propagandistico di ispirazione renziana impedisce ai giornalisti di guardare in faccia la realtà: magari, così, solo in via di ipotesi, si potrebbe anche pensare che la crisi economica che si è voluto colpisse soprattutto, se non esclusivamente i più deboli, ha indotto un po’ di anziani a rinunciare a visite ed esami o addirittura a medicinali i cui ticket erano aumentati, o per i quali hanno perduto l’esenzione.
Oppure ipotizzare che i lavoratori hanno cominciato ad accettare condizioni peggiori sui luoghi di lavoro perché oramai anche per il governo il sindacato è inutile, quando non addirittura un nemico?
Dico così, magari appunto solo come ipotesi. E no, sarebbe troppo e comporterebbe una qualche responsabilità del governo. Allegria! Allegria! che con l’ottimismo si esce dalla crisi

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“Io sto con Marchionne” ha ripetuto Renzi nei giorni scorsi. Non è certo una novità, forse ha voluto rinfrescarci la memoria. E, tanto per completare il concetto, è tornato a dare addosso ai sindacati. Fateci capire: Berlusconi e i governi di centro destra erano alleati degli imprenditori, Renzi e il governo di centro sinistra sono alleati degli imprenditori. Ma allora, chi sta coi lavoratori? Che siano in pochi lo dimostrano i fatti: disoccupazione, crescenti disuguaglianze, giovani costretti ad andare all’estero, attacco ai diritti, precarietà, contratti scaduti da anni e mai rinnovati.
La sinistra è un’altra cosa, è stare dalla parte dei più deboli, è battersi per l’uguaglianza e la giustizia sociale.

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“Avanti con le riforme” ripete Renzi tutti i giorni e in tutte le sedi. “Avanti con le riforme” ripetono i cortigiani in coro. “Avanti con le riforme” incalzano Padoan, Squinzi, Juncker, Moscovici e chissà quanti altri da Roma a Bruxelles.
Mai che dicano a quali riforme si riferiscono. Chissà, forse intendono avviare in Italia una seria politica industriale, un fisco che finalmente colpisca speculatori e grandi evasori, un taglio alle pensioni scandalose, un piano di messa in sicurezza del territorio e di tutela dell’ambiente, interventi efficaci per ridurre le disuguaglianze sociali, un assetto delle istituzioni che restituisca sovranità al Parlamento nel rispetto della Costituzione. Di lavoro da fare ce n’è davvero tanto. Che siano queste le riforme che intendono fare?
E un nostro diritto sapere cos’hanno in testa. La cosa ci riguarda, eccome.

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L’aveva già detto Berlusconi: “La Costituzione è superata, datata, frutto di un compromesso catto-comunista”. Ergo: “Governare con questa architettura istituzionale è un inferno”.
Sono trascorsi alcuni anni, il cav. ha l’indice di gradimento floscio, ma la musica è sempre quella. Ora è Renzi a volerci convincere che la Costituzione non va bene perché è vecchia. La Costituzione americana ha 230 anni e a nessuno passa per la testa di cambiarla. Quella della Germania è stata scritta nel 1949 in un contesto simile al nostro, ma ai tedeschi va bene com’è.
Vecchia? Il problema dev’essere un altro.

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Con questo epiteto un amico di gioventù chiamava quei ragazzotti da balera che assumevano ridicoli atteggiamenti alla John Wayne ma si squagliavano subito di fronte ai “veri duri”. Ho pensato a loro guardando il bilancio finale delle roboanti dichiarazioni del nostro presidente del Consiglio che tante preoccupazioni avevano suscitato fra i tremebondi editorialisti nazionali.
Aveva chiesto subito la “bad bank” e dopo che tre o quattro anni fa Germania, Spagna e altri hanno salvato con aiuti diretti di stato un enorme numero delle loro banche ora la vittoria sarebbe che “le sofferenze verranno vendute ai valori di mercato”, uhhh un affarone!
Aveva sventolato come un suo successo la ripartizione dei migranti in tutti i paesi europei ed ora se va bene si eviterà una sospensione generalizzata del trattato di Schengen per due anni (come dire: amen) in cambio della libertà assoluta dei singoli paesi a sospenderlo a loro piacimento. Padoan e Alfano scodinzolano giulivi al seguito del capo, ma a me non viene in mente altro: duri da operetta!

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