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Chi tiene in piedi la baracca
“Grazie anche agli interventi di riforma del sistema pensionistico pubblico, più che in altri paesi europei, la sostenibilità di lungo periodo della finanza pubblica può essere garantita”. Parola di Vincenzo Visco, governatore della Banca d’Italia. Avete capito? A far tornare i conti non sono i risultati della lotta ad un’evasione fiscale scandalosa, né il taglio a privilegi insopportabili, e neppure una gestione più onesta delle risorse del Paese. A salvare baracca e burattini sono ancora una volta quelli che hanno meno, i pensionati. Donne e uomini che hanno lavorato una vita intera e che avrebbero diritto ad una vecchiaia serena. È ora di cambiare, a Faenza e in Italia.

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Molto divertente ma un po' squallido, il giochetto che sta cercando di fare il segretario del Pd nonché presidente del Consiglio. Dà i numeri per poter dimostrare, poi, che ha vinto in ogni caso, facendosi beffe del voto degli italiani. Della volontà dei cittadini e del principio di rappresentanza, che della democrazia sono la base, dimostra così di interessarsi assai poco.
Dunque ha cominciato avendo come obiettivo quello di sbaragliare Salvini (il nuovo nemico ideale) ed il Veneto era il fronte caldo di quella partita (7 a 0), ma ben presto ha mollato il Veneto lasciando "LadyLike" al suo destino (6 a 1), adesso pretende di considerare una vittoria vincere nella maggior parte delle regioni (4 a 3). Peccato che Toscana, Umbria e Marche siano governate dalla sinistra da sempre, la Liguria tranne che per il periodo 2000 - 2005 pure, e in Puglia ha governato perfino Vendola fin dal 2005. Per non parlare delle leggi elettorali che, anticipando l'italicum, il renzismo si è confezionato su misura e spesso consentono alla miglior minoranza di accaparrarsi presidente e maggioranza in consiglio regionale. Insomma il centro sinistra amministra attualmente ben 5 regioni su 7, ma forse Renzi stesso non considera più le sue coalizioni di "centro-sinistra".
La smetta un po' di fare il furbetto e non prenda gli italiani per fessi!! Ripeta le percentuali delle europee, con un'affluenza alle urne decente, e, sia pur malvolentieri, diremo che ha vinto. Ha costruito la sua unica legittimazione come capo del governo su quel risultato: se cala da quella percentuale diremo che ha perso. Può starne certo.

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In memoria dei Caduti faentini nella prima guerra mondiale.   100 anni fa.

Questa teca, di pregevole fattura, è appesa in una sala di Palazzo Laderchi, in corso Garibaldi a Faenza.
Sono esposte foto e generalità di 334 faentini caduti nel primo grande conflitto mondiale.
Scrutando i volti di questi nostri progenitori, cosa possibile solo dal vero per ovvie ragioni di scala, sorgono contrastanti emozioni: dalla indignazione, al rispetto, alla tenerezza. 
Certo è che per loro e i loro cari la vittoria non fu.

 

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Perchè una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell'amicizia, perchè prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere.

Giovanni Falcone

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Padoan, il ministro, vuole che la Corte costituzionale tenga conto della compatibilità fra la Costituzione e le esigenze che il pensiero neoliberista vuole imporre all’Europa e all’Italia. Insomma il patto di stabilità vale più dei diritti costituzionali (gli art. 36 e 38 richiamati dalla Corte cost.)! E adesso pretende anche un coordinamento fra organi costituzionali: insomma che la Corte chieda al governo se è d’accordo nel dichiarare incostituzionali i decreti legge del governo stesso.
…. “Che la Corte Costituzionale sostiene di non dover fare valutazioni economiche sulle conseguenze dei suoi provvedimenti e che non c’era una stima dell’impatto, che non era chiaro il costo. Ora, non so chi avrebbe dovuto quantificarlo, ma rilevo che in un dialogo di cooperazione tra organi dello stato indipendenti, come governo, Corte, ministri e Avvocatura sarebbe stata opportuna la massima condivisione dell’informazione.”….
In realtà ognuno deve fare il suo mestiere: la Corte, che già in passato con due sentenze aveva richiamato Governo e Parlamento al rispetto del principio della perequazione delle pensioni, abroga (non “interpreta” e non può modificare) leggi e decreti.
Il governo (come ha fatto), e poi il Parlamento entro 60 giorni legifera con norma retroattiva come modificare il meccanismo di rivalutazione delle pensioni in modo da renderlo conforme ai criteri stabiliti dalla sentenza. In tale occasione deve tener conto delle compatibilità di bilancio e può, come sarebbe stato giusto, redistribuire anche su altri tipi di reddito gli oneri della restituzione del mal tolto, o, come ha fatto, continuare a rimescolare all’interno della categoria dei pensionati, limitando il rimborso ad un’elemosina.
Ma che formazione giuridica e politica ha il suddetto osannato Padoan: J.P.Morgan o Licio Gelli?
Perfino il capo, ipocritamente, lo corregge.

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Dice l'Istat che il tasso di disoccupazione a marzo è in aumento: è di nuovo al 13%. Sale anche quella giovanile: ora al 43,1%. Tutti i grandi giornali si affrettano a dire che è presto per vedere gli effetti del Jobs act (che tuttavia è entrato in vigore dal primo marzo). Sarà anche vero, però non l'avevano detto quando 15 giorni fa l'ineffabile ministro Poletti sbandierava numeri positivi (inesistenti secondo Istat)!
La Corte costituzionale decide che il blocco delle pensioni superiori a 1.406 euro lordi (1.201,7 netti) 2012 e 2013, operato dal governo Monti nel 2011, fatto in quel modo, è incostituzionale. Non motivato e non equamente distribuito. I grandi giornali (Repubblica in testa) sproloquiano per pagine e pagine per spaventare gli italiani sul buco che si è aperto nel bilancio; nessuno a chiedere che paghi chi ha offeso la Costituzione e messo così nei guai, per arroganza, incompetenza e iniquità tutto il Paese. E pensare che qualcuno lo aveva detto che ci voleva una vera e giusta patrimoniale per rendere equa una manovra di emergenza!

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