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Una lucida analisi della diffusione del virus Covid19 che chiude la bocca a molte dietrologie e mette il dito nella piaga delle inadempienze dell'Occidente, ma si conclude con uno scenario di speranza: dipende da noi.
AM

(da “il Manifesto del 22.03.2020)

Nelle grandi città o nei piccoli centri, in Europa e nel mondo, ci stiamo addentrando di giorno in giorno in una sceneggiatura da film distopico, come se le strade vuote, i guanti di lattice, le mascherine e l’autoisolamento fossero la nuova normalità. Domani in India (oggi per chi legge), la prima prova di totale chiusura nazionale che la storia umana abbia mai sperimentato, dalle ore 7 alle 21, coinvolgerà 1 miliardo e 300mila cittadini in un paese dove si stimano 1,8 milioni di persone senza casa e 73 milioni prive di una abitazione decente (v. Habitat, 2019). Mai era accaduto prima che tutto l’ingranaggio del mondo si fermasse a causa di un virus. Sars-CoV2 ha fatto il salto di specie in un luogo imprecisato della città di Wuhan, e da quel momento attraversa inarrestabile confini nazionali che la globalizzazione ha cercato di smussare quanto più possibile negli ultimi decenni.
E mentre ci rammenta quanto siamo interconnessi e interdipendenti su questa terra, pur nelle nostre fragilità funzionali ed esistenziali, il primo paradosso è che il multilateralismo esce a pezzi dai primi mesi di contagio mondiale.
La comunità internazionale, che oggi si trastulla con gli impegni, sempre rimandati, dello sviluppo sostenibile, non ha mai imparato dai corrosivi segnali che le sono giunti dall’inizio del millennio – l’attacco alle Torri

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In questi giorni di emergenza da Covid-19 si stanno restringendo diversi diritti, a cominciare da quello della libertà di movimento. Del resto, l’emergenza sanitaria è talmente grave (e inedita) da rendere inevitabile la compressione di talune libertà. Tuttavia, ogni limitazione deve essere limitata, transitoria e –va aggiunto- saldamente controllata, nel suo perimetro e nella sua invadenza, dalla sfera pubblica.
La questione diviene particolarmente delicata e per ciò che concerne la circolazione e il trattamento dei dati personali. Il Garante Antonello Soro si è mosso scrupolosamente fin dallo scorso febbraio, indicando i criteri generali alla Protezione civile. Si tratta di combinare due diritti costituzionali altrettanto cruciali: la salute e la riservatezza. Come può accadere in casi omologhi, in simili situazioni è inevitabile scegliere il diritto prevalente. E la vita di un essere umano prevale sempre. Tuttavia, il tema della raccolta delle tracce che ognuno di noi lascia in giro magari senza esserne

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Da “il Manifesto” del 19.03.2020

Stati di eccezione. Quel che più preoccupa è l’idea che in fondo si può uscire dall’emergenza con nuove, straordinarie regole anche per l’ordinaria amministrazione

Come tutelare la nostra democrazia costituzionale dalla pandemia? Anzitutto riconoscendo lo stato di necessità nel quale siamo precipitati, ma negando al tempo stesso ogni possibile generalizzazione.
Lo stato d’eccezione non è il paradigma fondativo le nostre comunità politiche, non è la regola, non può neppure essere legittimato come strumento di governo, deve invece nei limiti del possibile essere circoscritto. Se, infatti, non si può negare che la necessità “di fatto” assurga a fonte autonoma qualora provvedimenti siano necessari per fronteggiare esigenze improvvise e imprevedibili che mettono in discussione l’esistenza stessa dello Stato e della comunità di riferimento, non si deve accettare che terminato lo “stato di necessità” la rottura delle regole prosegua. In alcuni casi è la stessa costituzione a indicare i limiti dell’eccezione, in altri tutto avviene fuori da ogni previsione normativa, nel vuoto delle norme.
Così mentre la nostra costituzione prevede espressamente che si possano limitare le libertà di circolazione e di riunione per motivi di sanità, sicurezza o incolumità pubblica, essa appare più indeterminata sugli strumenti e i modi per far concretamente

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Pur apprezzando l'annuncio della Regione Emilia-Romagna di un piano di potenziamento dei tamponi, i sindacati chiedono con forza “di fare il prima possibile”.

 

“Serve un impegno concreto e rapido a tutela della salute di chi lavora e della popolazione, perché la situazione attuale ci preoccupa moltissimo”, spiegano le segreterie regionali di Fp Cgil, Fp Cisl e Fp Uil, lanciando un appello al governatore Stefano Bonaccini e all'assessore alla Sanità Raffaele Donini.

I sindacati ricordano anche che “nelle ultime ore ha raggiunto più di 16 mila firme la campagna per la modifica dell'articolo 7 del decreto legge Speranza che abolisce la quarantena per il personale sanitario” e che “tutti i professionisti delle strutture sanitarie devono essere dotati immediatamente dei giusti dispositivi di protezione individuale e sottoposti al tampone, anche se asintomatici”, considerando anche di metterli in quarantena fino a che il risultato non sarà noto, perché essere sicuri della loro condizione “è il primo strumento per evitare che si rischi di trasformare le strutture sanitarie in punti di propagazione del virus”.

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L'epidemia di Coronavirus, che sarebbe stata generata dal "salto di specie" da animali all'uomo, era stata ipotizzata già qualche anno fa in un testo fondamentale per comprenderne le cause, lo sviluppo e gli effetti: Spillover di David Quammen, edito da Adelphi.

L'autore è stato intervistato domenica 15 marzo da Fabio Fazio a "che tempo che fa"

David Quammen è un notissimo scrittore e divulgatore americano che oltre 10 anni fa ha intrapreso una lunga ricerca sui "cacciatori" di virus, nei luoghi più sperduti del mondo, ma anche nei più affollati dall'uomo; dalle foreste pluviali dell'Africa, alle grotte dell'Asia, dai mercati cinesi, agli allevamenti.

Nel 2012 esce la prima edizione del suo libro d'indagine scientifica, che dimostra il nesso tra azione umana e grandi epidemie. Due le cause principali, strettamente connesse tra loro: 1-l'alterazione degli equilibri naturali e la riduzione di grandi ecosistemi come le foreste, 2- l'azzeramento delle distanze tra specie animali e uomo. Specie selvatiche che convivono con diversi virus. Alcune di queste specie, prelevate dai loro ambienti naturali per essere commercializzate nei mercati, insieme a quelle di allevamento, diventano vettori di virus innescando il "salto di specie" (spillover).

Il libro di Quammen è una "previsione" documentata di ciò che il mondo sta vivendo in questi mesi.

Descrive uno scenario futuro che è diventato presente. Un resoconto delle principali ricerche scientifiche, ignorate da tutti i governi, nonostante i molti (ed inutili) vertici internazionali sull'ambiente. Un libro che spiega la stretta dipendenza della specie umana dalla conservazione della biodiversità e dal rispetto dei limiti naturali.

Segue il link dell'intervista di F Fazio a D Quammen, andata in onda domenica 15 marzo.

https://www.youtube.com/watch?v=vEmml7f1R7k

 

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Roma, 14 marzo – Questa mattina, presso la Presidenza del Consiglio, Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto con il Governo e le parti datoriali un “protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. (Scarica il protocollo)

È un risultato molto importante in una fase che impone a tutti massima responsabilità nel garantire, prima di ogni altra cosa, la sicurezza e la salute dei lavoratori e delle lavoratrici. La salute di chi lavora è per noi un’assoluta priorità che deve precedere qualunque altra considerazione economica o produttiva.

L’accordo che questa mattina abbiamo sottoscritto consentirà alle imprese di tutti i settori, attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e la riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro.

Nell’accordo è stato previsto il coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze a livello aziendale o territoriale per garantire una piena ed effettiva tutela della loro salute. Per questo è importante che in tutti i luoghi di lavoro si chieda una piena effettività dell’intesa che è stata raggiunta.

Sappiamo che il momento è difficile e sappiamo che i lavoratori e le lavoratrici italiane sapranno agire e contribuire, con la responsabilità che hanno sempre saputo dimostrare, nell’adeguare l’organizzazione aziendale e i ritmi produttivi per garantire la massima sicurezza possibile e la continuazione produttiva essenziale per non fermare il Paese.

Importante è la sottoscrizione del testo da parte del Governo che, per quanto di sua competenza, favorirà la piena attuazione del protocollo.

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